TITO AMODEI


Abbraccia giovanissimo la vocazione religiosa dopo aver seguito un corso di esercizi spirituali tenuto dai Padri Passionisti a Colli a Volturno. Tra il 1940 e il 1943, entra in seminario a Nettuno per gli studi ginnasiali e successivamente in noviziato presso il convento dei Passionisti di Monte Argentario dove assume il nome di Tito. Negli stessi anni compie privatamente, come autodidatta, anche le prime esperienze di scultura, pittura e disegno.

Pochi anni dopo si sposta a Firenze per gli studi teologici che si concluderanno a Roma nel 1953 con l'ordinazione sacerdotale, e a Fisiole, nel 1950, conosce il pittore Primo Conti con cui consolida nel tempo una duratura amicizia e che diventerà suo maestro all' Academia di Belle Arti di firenze tra il 1953 e il 1957. Risalgono sempre agli anni dell'accademia anche le frequentazioni, nella villa fiesolana di Conti, della scena artistica fiorentina e il progetto di una pubblicazione antologica sull'iconografia della Passione de Cristo nellìarte contemporanea che si concretizzerà nel 1962 con l'edizione di "50 artisti per la Passione".